All’atto del deposito del full text in BOA, come si gestiscono la licenza di deposito che l’autore concede e il copyright dell’opera (quando esso è detenuto dall’editore)?

È necessario fare un distinguo tra l’eventuale licenza concessa dall’editore (quando quest’ultimo è il detentore del diritto d’autore) a favore dell’auto-archiviazione e la concessione, da parte dell’autore, della licenza di deposito dell’opera all’Archivio Istituzionale.
In fase di deposito dell’opera in BOA, i diritti dell’editore si rispettano regolando l’accesso alle pubblicazioni coperte da copyright (è sempre possibile archiviare tutte le versioni di una pubblicazione – pre-print, versione accettata per la pubblicazione e versione editoriale – avendo però cura di definirne l’accesso compatibilmente con gli accordi di pubblicazione stipulati con l’editore: accesso aperto; non accessibile – se non ai gestori dell’archivio – perché i diritti sono stati ceduti interamente all’editore; accessibile dopo un periodo di embargo).
Accettando la licenza di deposito in BOA si dichiara che le informazioni inserite nella scheda della pubblicazione, così come quelle contenute nel full text allegato, non violano i diritti di nessuno e nessun tipo di diritto, in particolare quelli relativi a privacy e copyright. Accettando la licenza ci si impegna a essere responsabile di eventuali violazioni. Inoltre la licenza conferisce all’Università la possibilità di modificare i prodotti ai soli fini della preservazione. Si tratta di una licenza che sigla un accordo di tutela dei diritti all’interno dell’archivio.
La non concessione della licenza non determina l’eliminazione dell’inserimento, ma ne impedisce la pubblicazione in BOA; il prodotto resterà nel “Desktop prodotti” dell’autore, non visibile in rete.


Che differenza c’è tra diritto d’autore e licenza di utilizzo dell’opera?

La legge che tutela il diritto d’autore e i diritti connessi al suo esercizio prevede la protezione delle opere dell’ingegno di carattere creativo. Tali diritti si distinguono in diritti patrimoniali e diritti morali.
I diritti patrimoniali possono essere oggetto di trasferimento da parte dell’autore mediante un atto di cessione, con cui l’autore trasferisce la titolarità dei diritti, oppure mediante una licenza, con cui l’autore trasferisce esclusivamente l’esercizio dei diritti. È indicato lo schema della licenza per trasferire i diritti all’editore in modo non esclusivo, parziale e limitato nel tempo. 


Si può pubblicare con un editore commerciale mantenendo la possibilità di depositare l’opera in BOA?

Sì, certamente.
È importante non cedere o trasferire tutti i propri diritti d’autore agli editori, ma di conservarli e negoziarli per potere disporre della propria opera ai fini didattici, di ricerca e di promozione.
Se la pubblicazione è in Open Access nelle modalità Gold, ibrido o Platinum è possibile depositare in BOA la versione editoriale, selezionando il livello di accesso aperto, libero e gratuito.
Se invece la pubblicazione non consente l’accesso aperto, è possibile depositare in BOA la versione del lavoro accettata per la pubblicazione (Author Accepted Manuscript), ossia l’ultima bozza referata senza il layout editoriale, dopo avere verificato la policy per il Green Open Access dell’editore nella banca dati Sherpa Romeo. L’editore può infatti richiedere un periodo di embargo e una licenza di distribuzione particolare.
Se l’editore non prevede una policy per il Green Open Access e non è stato possibile negoziare la disseminazione in forma gratuita o aperta della pubblicazione sarà necessario depositare il full text ad accesso riservato per le sole procedure di monitoraggio e valutazione della ricerca, scegliendo la modalità che limita l’accesso al full text ai soli responsabili dei procedimenti amministrativi.


Che differenza c’è tra articoli Open access, Free Access e Full Access?

Articolo Free Access:
Un articolo di una rivista ad abbonamento che può essere letto anche da chi non è abbonato. A differenza degli articoli ad accesso aperto, che sono disponibili in modo permanente, un articolo ad accesso libero può essere disponibile solo per un determinato periodo di tempo. Inoltre, gli articoli ad accesso libero di solito non hanno una licenza Creative Commons che ne consente il riutilizzo. Tra i motivi per cui si concede l’accesso libero vi è la possibilità di rendere più disponibile un articolo che fa parte di una campagna di stampa. Anche gli editoriali, le lettere e i necrologi vengono spesso resi di libero accesso.

Articolo Full Access:
Disponibile tramite la sottoscrizione di un abbonamento.

Articolo Open Access:
Un articolo ad accesso aperto soddisfa le due condizioni seguenti:

  • L’autore o gli autori e i detentori dei diritti d’autore concedono a tutti gli utenti un diritto di accesso gratuito, irrevocabile, mondiale e perpetuo e una licenza per copiare, utilizzare, distribuire, trasmettere e mostrare l’opera pubblicamente e per realizzare e distribuire opere derivate, su qualsiasi supporto digitale e per qualsiasi scopo responsabile, a condizione che venga attribuita la paternità dell’opera, nonché il diritto di realizzare un numero limitato di copie stampate per uso personale.
  • Una versione completa dell’opera e di tutti i materiali supplementari, compresa una copia dell’autorizzazione di cui sopra, in un formato elettronico standard adeguato, viene depositata immediatamente dopo la pubblicazione iniziale in almeno un archivio online sostenuto da un’istituzione accademica, da una società scientifica, da un’agenzia governativa o da un’altra organizzazione consolidata che cerchi di consentire l’accesso aperto, la distribuzione illimitata, l’interoperabilità e l’archiviazione a lungo termine (BOA è un archivio di questo tipo).

Che cosa differenzia la versione editoriale di una pubblicazione dalle versioni precedenti?

È possibile consultare a questo link una breve guida sulle caratteristiche delle varie versioni: Submitted VersionAuthor’s Accepted ManuscriptVersion of Record.


Che cos’è l’embargo?

L’embargo è il periodo di tempo durante il quale l’opera archiviata in un deposito istituzionale risulta secretata e accessibile solo per la parte dei metadati (il periodo di tempo può variare fra i 6 e i 12 mesi oppure, in casi eccezionali, per un periodo massimo di 3 anni). Normalmente, durante l’embargo la risorsa è a pagamento o riservata agli abbonati. Superato l’embargo, la risorsa diventa ad accesso aperto, sotto una certa licenza.