La partecipazione dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca a OpenAPC non rappresenta soltanto un esercizio di trasparenza sui costi della pubblicazione in accesso aperto. È anche l’occasione per valorizzare un’attività meno visibile ma altrettanto importante: il lavoro di riconciliazione tra dati amministrativi e produzione scientifica dell’Ateneo.
Per poter contribuire a OpenAPC, infatti, le scritture contabili relative alle Article Processing Charges (APC) devono essere associate alle corrispondenti pubblicazioni depositate nell’archivio istituzionale IRIS-BOA. Questo collegamento tra dati amministrativi e metadati della ricerca costituisce esso stesso una pratica di Open Science, poiché rende possibile una maggiore trasparenza, verificabilità e riutilizzabilità delle informazioni relative alla comunicazione scientifica.
È importante precisare che i dati inviati a OpenAPC sono basati esclusivamente sulle scritture contabili per le quali è stato possibile effettuare tale collegamento. Le cifre pubblicate rappresentano pertanto una fotografia significativa dell’andamento generale della spesa per APC, ma non coincidono ancora con il quadro completo della contabilità di Ateneo.
I dati consolidati relativi al 2025 saranno presentati nella prossima Relazione annuale sulla Scienza Aperta, prevista entro il mese di luglio, che offrirà un’analisi dettagliata delle spese sostenute e delle politiche di Open Science dell’Ateneo. Nel frattempo, l’obiettivo è continuare ad arricchire progressivamente il contributo di UniMiB a OpenAPC, integrando nuovi dati man mano che le scritture contabili si consolidano e che diventa possibile collegarle in modo affidabile alle pubblicazioni archiviate in IRIS-BOA.
Che cos’è OpenAPC
OpenAPC è un’iniziativa internazionale che raccoglie e rende pubblici i dati relativi ai costi sostenuti da università ed enti di ricerca per la pubblicazione in accesso aperto. Attraverso la condivisione di dati standardizzati e liberamente consultabili, OpenAPC contribuisce a rendere più trasparente il mercato dell’editoria scientifica e consente di analizzare l’evoluzione dei costi associati all’Open Access.
La partecipazione a OpenAPC permette inoltre di confrontare dati provenienti da istituzioni di diversi Paesi, favorendo analisi comparative e una maggiore consapevolezza sulle dinamiche economiche della comunicazione scientifica.
Cosa raccontano i dati UniMiB

Secondo i dati attualmente disponibili, nel 2025 l’Università degli Studi di Milano-Bicocca ha registrato:
- 170 articoli pubblicati con APC censite;
- 423.711 euro di spesa complessiva;
- 2.492 euro di costo medio per articolo.
L’analisi diventa ancora più interessante se osservata in prospettiva temporale.
| Anno | Articoli | Spesa APC |
| 2023 | 133 | € 296.324 |
| 2024 | 126 | € 325.718 |
| 2025 | 170 | € 423.711 |
Rispetto al 2023, la spesa APC censita cresce del 43%, accompagnata da un incremento del 28% del numero di articoli pubblicati.
Un dato particolarmente significativo riguarda il costo medio delle APC, che nel triennio si mantiene relativamente stabile:
| Anno | APC media |
| 2023 | €2.228 |
| 2024 | €2.585 |
| 2025 | €2.492 |
L’aumento della spesa complessiva sembra quindi essere associato principalmente alla crescita del numero di pubblicazioni censite, più che a un incremento sistematico del costo medio per articolo.
Uno sguardo agli editori
I dati mostrano inoltre come la distribuzione della spesa tra editori sia cambiata nel corso degli ultimi anni.
Nel 2023 il panorama appariva relativamente equilibrato, con MDPI e Frontiers che rappresentavano ciascuno circa il 24% della spesa APC censita, seguiti da Springer Nature con il 16,8%.
Nel 2025 il quadro risulta diverso: Springer Nature rappresenta il 30,5% della spesa APC censita, seguita da MDPI (16,5%) ed Elsevier (14,4%). Si osserva quindi una crescente concentrazione della spesa presso alcuni grandi gruppi editoriali internazionali, un fenomeno che conferma l’utilità di strumenti come OpenAPC per monitorare l’evoluzione del mercato della pubblicazione scientifica.
Naturalmente questi dati non consentono di trarre conclusioni sulle motivazioni che guidano le scelte di pubblicazione dei ricercatori o sulle specificità disciplinari che caratterizzano la produzione scientifica dell’Ateneo. Rappresentano però una base informativa preziosa per osservare in modo trasparente e documentato l’evoluzione dei costi dell’accesso aperto.
Perché rendere pubblici questi dati?
La trasparenza dei costi è oggi uno degli elementi chiave del dibattito internazionale sulla sostenibilità dell’editoria scientifica.
Condividere i dati APC attraverso OpenAPC significa contribuire a una migliore comprensione delle dinamiche economiche dell’accesso aperto e mettere a disposizione della comunità accademica informazioni utili per orientare strategie, politiche e modelli di pubblicazione sempre più consapevoli.
Approfondimenti:
➡️ Il profilo UniMiB su OpenAPC
https://openapc.github.io/general/openapc/2026/06/10/unimib/
📈 Treemap interattiva dei dati UniMiB 2025
https://treemaps.openapc.net/apcdata/unimib/#/period=2025
